
Storia e ritratto grafologico di Angela Favaro.
Si tratta di Angela Favaro, una signora di metà Ottocento. Il suo ritratto grafologico è il frutto dell’analisi sulla sua scrittura rivenuta da alcuni suoi scritti redatti a mano tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima parte del Novecento. Era nata nel 1847 ad Arre, un Comune della Bassa Padovana che dista venticinque chilometri dalla città di Padova.
Nel 2025 un Chimico di nome Alberto Sturaro, impegnato a togliere dall’oblio e a dar luce a persone comuni che hanno svolto un ruolo speciale nel Comune di Arre dove attualmente vive, mi contatta per propormi di partecipare alla redazione di un libro che racconti di Angela Favaro: Alberto proteso a ricostruire la vita e la storia professionale di Angela, mentre il sottoscritto Alessandro Rossini di STUDIOGRAF volto alla ricostruzione della persona di Angela Favaro e alla redazione del ritratto grafologico della stessa attraverso l’analisi grafologica delle diverse scritture redatte da Angela.
Ad essere sinceri, la nascita di questo breve libello nasce dalla volontà di Alberto per risolvere un’inesattezza e ristabilire la verità storica su Angela Favaro. Nel suo libro precedente “Gli Artigiani di Arre” aveva citato tra i corrieri di Arre un tipo dal nome Angelo Favaro. Tuttavia, andando a scartabellare tra i documenti comunali Alberto si accorge che non si trattava di un uomo, bensì di una donna: Angela Favaro.
Dopo tutto sarebbe stato più verosimile riscontrare il nome di un uomo, e non quello di una donna, nel ruolo di Corriere alla guida di calesse e cavallo: era, in effetti, un mestiere tipicamente maschile, certamente per l’energia e la prestanza fisica che tale ruolo richiedeva come anche per le situazioni di pericolo ad esso sottese.
Da una sensibilità morale e da un senso di verità storica nasce questo appassionante progetto sulla riscoperta e ricostruzione a quattro mani della storia e della persona di Angela Favaro attraverso documenti storici degli archivi pubblici e il suo ritratto grafologico. Dunque, la protagonista di questa storia reale è una donna. Una donna particolare. Una corriera che con il suo calesse e cavallo si prestava al servizio del Comune di Arre per trasportare plichi, mobilio, materiale scolastico, soldi, ma soprattutto uomini e donne ammalati presso i siti istituzionali più importanti di Padova e Venezia: Prefettura, Tribunale, Camera di Commercio, Comune di Padova, ma anche il Manicomio di Brusegana, gli Ospedali di Padova, Piove di Sacco, Monselice e Conselve fino ai Manicomi di S. Clemente e S. Servolo di Venezia Laguna.
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Ritratto grafologico di Angela Favaro

Con i piedi per terra, ma foriera di idee
Parto nel sottolineare la concretezza che caratterizza la persona di Angela Favaro. Era una donna concreta con i piedi per terra. Intelligenza manuale e amore per l’aria aperta sono altri due tasselli che vanno a comporre il quadro di Angela. Tutti e tre aspetti che si sposano bene con la scelta del mestiere che Angela ha deciso di fare: il mestiere del Corriere richiedeva energia fisica e capacità pratica nel gestire calesse e cavallo ma anche il piacere di stare all’aria aperta. Un mestiere che era prettamente maschile. Ma Angela aveva dalla sua spirito indipendente e capacità imprenditoriale significativi abbinati ad una copiosa capacità di produzione di idee.
Il secondo matrimonio
Nell’analizzare la sua scrittura e nello scoprire la sua storia tramite le ricerche sui documenti analizzati da Alberto mi sono divertito nel venire a sapere che si era sposata due volte. Non era così insolito all’epoca contrarre più matrimoni una volta che si era diventati vedovi. Di primo acchito mi ha stupito scoprire che il secondo marito di Angela era molto più giovane di lei: 30 anni di meno! Tuttavia, tale tipo di scelta può trovare giustificazione nella sua scrittura: una donna con un così forte spirito indipendente ed imprenditoriale poteva per caso sposare un marito – padrone?! Difficile. Meglio un uomo più giovane che poteva gestire con più facilità e con più libertà.
Con la testa o con la pancia?
Non aveva un pensiero profondo: si affidava molto al suo istinto, per cui sceglieva più con la pancia che con la ragione. Infatti, era dotata di un’intelligenza molto intuitiva. Un forte istinto che la aiutava a fiutare il pericolo nelle situazioni d’urgenza: capacità estremamente importante per chi faceva un lavoro, come il suo, percorrendo strade non certo così battute. Imprevisti e pericoli erano dietro l’angolo a quell’epoca.
Lingua vivace
Insomma, aveva un bel caratterino la nostra Angela Favaro: una parlantina piuttosto vivace che non risparmiava nessuno, soprattutto se doveva giustificare proprie idee, andava fino in fondo difendendole a spada tratta. Dopo tutto in un mercato del lavoro prettamente maschile era necessario che tirasse fuori le unghie e ne era capacissima. Orgogliosa e irremovibile e, nello stesso tempo, ironica e simpatica.
Generosità
Angela era una donna generosa: poneva una particolare attenzione all’altro. Anche questa caratteristica si sposa bene con il mestiere che ha scelto di fare, soprattutto quando deve trasportare gli ammalati perché dà soddisfazione al suo intrinseco bisogno di aiutare l’altro. Una donna dall’animo generoso pronta a darsi per l’altro diverso da sé senza esitare.
